Tra Leggenda e Realtà

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Il 18 dicembre 1932 era fissata l’inaugurazione della città, alla presenza del Duce Benito Mussolini.latina Il giorno prima, la città era completa tranne la piazza principale. L’odierna piazza del Popolo, conosciuta anche come piazza della Palla, dalla splendida architettura razionalista disegnata da Oriolo Frezzotti, così armoniosa nelle linee e nelle proporzioni da sembrare, alla luce del primo mattino, un quadro metafisico di Giorgio De Chirico.

Il 17 dicembre 1932, però, diluviava e la piazza era ancora una palude di fango da lastricare, dotare di fontana e piante ornamentali. L’indomani sarebbe arrivato il Duce: occorreva compiere un miracolo.

Cencelli fece supportare il lavoro degli operai anche dai giganteschi trattori cingolati Pavesi che l’Opera Nazionale Combattenti utilizzava per spaccare la terra e arare i campi dei poderi. I grossi autocarri Fiat 18BL, carichi all’inverosimile di pietre e lastre di marmo, giungevano ai margini della piazza.

Il primo di questi, nel fare retromarcia onde scaricare il materiale, s’impantanò nel fango che ancora dominava la piazza e sembrava venir risucchiato come accadeva ai carri di chi, in epoche passate, sfidava le Paludi Pontine e le sue sabbie mobili.

Per non perdere il carico, quattro trattrici Pavesi furono legate al 18BL nel tentativo di disimpantanarlo. Ma non ci riuscivano: quello sembrava affondare come dentro le sabbie mobili.

Un pegno da pagare alle Paludi infernali.

il camion era dell’Impresa PETRIANNI di Sezze.

Per non perdere tempo, che ce n’era davvero poco, si decise di sacrificare camion e carico; furono staccati i cavi dai Pavesi che vanamente tiravano e il 18BL affondò nel fango. L’autista fece in tempo a mettersi in salvo, uscendo in fretta e furia dalla cabina.

Ma si accorse che il suo amato gattino, che si portava sempre dietro anche quando lavorava, era rimasto all’interno della cabina del 18BL quando lo sentì miagolare disperato.

Non vi fu più nulla da fare: il micio sprofondò nelle sabbie, sommerso nel fango insieme al camion e al suo carico.

La mattina dopo, 18 dicembre 1932 giorno di inaugurazione della città di Littoria alla presenza del Duce, la piazza era pronta, lastricata e dotata di fontana con la celebre palla al centro. Splendeva anche il sole: le Paludi, sazie, si erano placate.

Ancora oggi, però, che la città si chiama Latina se passate davanti alla fontana nei giorni di pioggia, tendendo l’orecchio potete ascoltare il miagolio disperato del micio che, con il suo sacrificio, permise il miracolo dell’edificazione di piazza del Popolo. Sotto la cui fontana ancora giace il Fiat 18BL con il gatto al suo interno.

Ecco perché, emotivamente, nessuno a Latina vuole che si costruisca un parcheggio sotterraneo a piazza del Popolo, i cui lavori di scavo andrebbero a disturbare camion e gatto che vegliano sulla furia placata delle Paludi porte dell’Inferno. Se, poi, malauguratamente durante i lavori si spostasse la palla della fontana, che funge da tappo per quella furia infernale, le forze del male ritroverebbero la via verso la superficie…